




“Accordanse” è il nome di un dispositivo terapeutico mediato dalla danza e dedicato alla cura della madre, del bambino e delle loro interazioni, creato da Lucia STELLA in un Servizio Perinatale di Parigi nell’ambito della sua tesi di dottorato diretta dal prof. Bernard Golse.
Perché si é scelto questo nome?
“Accordanse” può essere scritto “accord-danse” o “à-corps-danse”.
Nella prima riscrittura compaiono le parole “accordo” e “danza”, perché, affinché il bambino possa costruirsi, è necessario un accordo ritmico, corporeo, emotivo e psichico tra la madre (nel senso della funzione materna) e il suo bambino. Ci riferiamo naturalmente al concetto di “sintonizzazione affettiva” (D. Stern, 1989), che costituisce uno dei concetti chiave su cui si é basato la ricerca.
La seconda riscrittura mette in evidenza la parola “corpo”. È il corpo invisibile, il “corpo pulsionale” (Assoun, 1997), il corpo inconscio, che ci interessa nel lavoro terapeutico svolto nell’ambito di questo dispositivo, che è completamente in linea con un approccio psicoanalitico.
Inoltre, a livello fonetico, sentiamo anche la parola “dense” che vuol dire “denso”, quasi a sottolineare la densità del lavoro che “Accordanse” permette, la densità dell’incontro madre-neonato, la densità del legame intersoggettivo.
Un dialogo danzante
È sotto forma di dialogo che si é pensato al dispositivo “Accordanse”: prima il tempo della madre, poi quello del bambino, per sperimentare prima da soli e poi insieme certe esperienze corporee a volte dimenticate, a volte mai vissute. Solo dopo si potrà creare una coreografia dei legami dove a volte è la madre a guidare questa coreografia, a volte è il bambino a diventare il direttore d’orchestra di questa sinfonia sensoriale e coreografica specifica di ogni diade. Il bambino dà così inizio alla relazione.
