Com'è nata?

Accompagnata da una continua interrogazione sui legami e gli intrecci tra corpo e psiche, Lucia Stella ha incontrato, fin da giovanissima, la danza e tra i banchi dell’università le teorie sul funzionamento psichico.

La passione per la danza da bambina, divenuta poi la sua professione in età adulta, e l’incontro con la psicoanalisi hanno fatto nascere il desiderio di studiare l’articolazione tra la danza, “l’arte dei corpi come traduttori e inventori di spazi”, come dice Sabine Prokhoris (2010), e la psicoanalisi, il metodo di indagine dell’apparato psichico creato da S. Freud.  La sua ricerca non si è accontentata di studiare e interrogare l’articolazione tra queste due discipline, che a prima vista sembrano piuttosto distanti (una si occupa del corpo “organismo”, l’altra del corpo psichico), ma ha voluto spingere la riflessione più in alto, interrogandosi sulla funzione di quest’arte del movimento nella costruzione del legame genitore-neonato e nel processo di soggettivazione del bambino. In effetti, la domanda che ha dato vita alla sua tesi di dottorato è stata proprio: “La danza può essere interessante da un punto vista terapeutico in ambito perinatale?

Come è nato in lei questo tema innovativo, originale e poco esplorato? Come si è imposto gradualmente su di lei?

Ci sono due elementi in particolare che l’hanno portata a scegliere questo argomento per la sua tesi.

  • Da un lato, il ruolo che la danza ha avuto nella sua storia personale.

 Valvola di sfogo, fonte di piacere, spazio che guida la costruzione di scenari e il processo di narrazione attraverso i corpi in movimento, la danza ha posto le basi per una possibile narrazione corporea. Vera e propria terapia in alcuni momenti della sua vita in cui la parola non aveva spazio per essere libera, la danza le ha permesso di esprimere attraverso il corpo ciò che non poteva essere detto  con le parole. Senza dubbio ha contribuito a mantenere attivo questo desiderio di movimento, questo desiderio di vita appartenente alla bambina che é stata, nata dalle acque turchesi e limpide del Mediterraneo,
nonostante i traumi infantili che ha vissuto crescendo nella cultura isolana della Sicilia più di trent’anni fa.

                “Danzando, mi avvicino alla nascita, all’origine della danza”, racconta il poeta P. Quignard (2013).

È sicuramente perché, come dice P. Quignard, la danza ha origine nelle prime fasi della vita dell’essere umano, prima immerso nel liquido amniotico, poi nel bagno sensoriale e pulsionale del suo ambiente familiare, che alla fondatrice di “Accordanse” è sembrato ovvio collegare la danza alla clinica del bambino ancora prima di leggere questo autore.

  • Il secondo punto che ha risvegliato in lei il desiderio di scrivere una tesi su tale argomento, come tentativo di collegare il corpo e lo spirito, se stessi all’altro in una costruzione di legami sufficientemente adeguati per poter affrontare la vita in modo sereno è costituito dall’insieme di osservazioni cliniche che ha svolto all’interno dell’Unità diurna “Grain-d’Aile” del Centro di Psicopatologia Perinatale del Boulevard Brune di Parigi, nell’ambito del suo tirocinio per il conseguimento della laurea specialistica (Master 2 Professionnel).
 
 

Questi elementi clinici dovuti allo stato di salute mentale delle mamme (depressione post-partum, psicosi puerperale, vissuto traumatico, ambiente sociale e affettivo carente) e dei bambini, l’hanno portata a interrogarsi sulla pertinenza di un dispositivo terapeutico mediato dalla danza, in cui sia il corpo che l’immaginario sono messi al lavoro.

Da qui nasce

 un dispositivo terapetico e di ricerca mediato dalla danza e dedicato alle mamme, ai bambini e alle loro interazioni.

Da questo lavoro di ricerca è nato il desiderio di condividere le scoperte scientifiche, di permettere ad altri bambini e ai loro genitori di beneficiare di questo trattamento non invasivo e di continuare la ricerca in questo nuovo campo di studio (l’articolazione tra danza, psicoanalisi e clinica dei legami precoci). Da qui nasce il desiderio di creare uno spazio virtuale che raccolga tutte le informazioni sul dispositivo “Accordanse”, sia per i genitori che desiderano intraprendere questo percorso personale di cura o di svago, sia per i professionisti curiosi e interessati a questo strumento terapeutico mediato dall’arte della danza.